Alla (ri)conquista del web: Alla (ri)conquista del web

 - © Kim Hansen La storia del web è arcinota, trita e ritrita: c'era una volta il CERN, si, proprio quello strano posto in Svizzera dove corrono gli adroni sotto e le mucche sopra, e dal CERN nacquero i protocolli ed i formati che stanno al base del mondo virtuale moderno. Siamo nel 1991, anno che coincide con la cosiddetta "libera(lizza)zione  della rete Internet a fini commerciali" da parte degli USA, e dopo due anni di progetti, proposte e lavori (il punto zero del web è quindi nel fatidico e storico 1989!) Tim Berners-Lee pubblica la prima pagina web. Per i curiosi, ed i posteri, l'indirizzo è questo: http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html (la pagina è ora commemorativa, e non più quella originale - ma è senz'altro l'url web più vecchia). E sempre nello stesso anno, ovviamente, nasce il primo browser, chiamato WorldWideWeb.

Uno screenshot tratto dal primo browser - © FedericoMPWorldWideWeb è, in un certo senso, il primo mammifero sulla terra. L'evoluzione deve fare ancora molta strada ... Per la nascita del primo browser moderno, del primate, dovranno passare ancora due anni: Mosaic nasce ufficialmente nel 1993, e con esso la prima definizione standard di HTML. Confrontare Mosaic e l'HTML1 con le loro controparti moderne è un esercizio curioso quanto confrontare il teschio di un Australopithecus con quello di un uomo moderno: possiamo trovare traccie che provano la diretta discendenza, antiche reliquie come la barra di stato, l'animazione che indica la presenza di attività su rete, i pulsanti avanti/indietro.  Il resto è diverso, diversissimo. L'esplosione di colori, suoni e animazioni che è il web di oggi, è quanto più lontano da quelle pagine grigie.

Eppure, da Mosaic, dai sorgenti e dalle idee del progetto originale si sviluppano direttamente due successori importanti: Netscape, destinato a dominare la prima ondata di colonizzazione del mondo virtuale da parte di quello fisico prima di rigenerarsi, morendo, come Mozilla Firefox, ed una versione commerciale di Mosaic che verrà in seguito acquistata da Microsoft e rinominata successivamente Internet Explorer, destinato a dominare la seconda ondata, che porterà la rete alle masse.

La targa commemorativa dedicata a Mosaic - © Ragib HasanMa è proprio la grande innovazione che Mosaic porta al mondo del web -i primi accenni di multimedialità con le immagini ad integrarsi ai testi , ed un'interfaccia utente semplice quanto intuitiva e funzionale - a rappresentare il momento zero da cui l'informazione, idea sino ad allora astratta ed asciutta quanto una formula matematica, prende colore, forma e vita, arrivando ad interagire con noi ed i nostri sensi. In molti passi, e con varie velocità.

Quindi, il Web nasce per uno scopo ben preciso: rendere fruibile, ricercabile e facilmente rappresentabile l'informazione testuale ovunque si trovi nella rete, libri come ricerche, testi scientifici dove è necessario collegare un testo alle proprie fonti e agli approfondimenti. Quindi titoli, sottotitoli, paragrafi, grassetti, corsivi, tabelle di numeri e descrizioni, immagini - sin qui nulla di più di quanto già fattibile con il buon Wordperfect dell'epoca quanto con il giovanissimo Word - e i link, la grande novità. Vedi quella parola particolare, sottolineata? Cliccala, e ti aprirà un nuovo capitolo, avrai altri dati. Una rivoluzione nel concetto di accesso all'informazione e la nascita di una lingua, o meglio, un markup language, un linguaggio di marcatori, per ipertesti, ovvero testi linkati - o, nell'acronimo più noto, HTML.

L'HTML, in sostanza, viene ideato per organizzare in modo chiaro e semplice i contenuti dei testi - questo è un titolo, questo il suo paragrafo, questa la tabella e questi sono i link. Nasce semantico: non mi importa come mi fai vedere un titolo, quali caratteri e colori usi, basta che sia chiaro che quello che ti indico come titolo è il titolo, che la tabella si veda come tabella e si capisca che i link vanno cliccati. Concentrati sullo scopo, mio caro browser, più rendi rapida ed efficace l'esame dell'informazione, meglio è. Gli standard successivi, HTML2 e HTML3, appunto, si concentreranno sullo scopo, aumentando a dismisura le possibilità descrittive dell'HTML: questa è una citazione, questa un abbreviazione, questo un indirizzo, una lista con i numerini, una lista con i pallini.

Nel grigio mondo di Mosaic, il web si immedesima nell'utopia del mondo nuovo. Ogni pagina è uguale, nasce uguale, e cresce d'importanza col crescere dei contenuti, non importa se il creatore è un fisico teorico o un biologo o uno studente - titolo, sottotitolo, paragrafo. Sono le idee, e non la loro presentazione, a definire in modo preciso l'informazione.

Cristian Angelini
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